Guidare con un bambino a bordo: come restare lucidi tra pianto e distrazioni

Guidare con un bambino a bordo: come restare lucidi tra pianto e distrazioni

Il bambino è seduto dietro e comincia a piangere. Istintivamente viene voglia di voltarsi, anche soltanto per un secondo, per capire che cosa stia succedendo e cercare di tranquillizzarlo.

È proprio quel secondo, però, che dobbiamo imparare a evitare o, meglio ancora, a gestire.

In questa puntata di BimbiGrow, il dottor Alessandro Lovison, psicologo cognitivo specializzato in psicologia del traffico e della mobilità sostenibile, ci aiuta a comprendere come affrontare in sicurezza i momenti di pianto, agitazione o difficoltà dei bambini mentre siamo alla guida.

Alessandro affronta questo argomento non soltanto come professionista, ma anche come genitore, consapevole di quanto possa essere difficile gestire queste situazioni durante giornate scandite da impegni e orari stretti.

Perché il pianto di un bambino può distrarci così tanto?

Guidare è un’attività molto più complessa di quanto possa sembrare. Richiede concentrazione, attenzione, capacità motorie e cognitive, oltre a un buono stato di salute, un riposo adeguato e una condizione emotiva equilibrata.

Quando siamo stanchi o nervosi, infatti, non guidiamo con la stessa serenità e attenzione. Se a questo aggiungiamo il pianto o le urla di un bambino, possono aumentare ulteriormente lo stress e il carico cognitivo di chi si trova al volante.

La preoccupazione verso i propri figli è assolutamente normale. Il rischio nasce quando, nel tentativo di intervenire immediatamente, spostiamo l’attenzione da ciò che sta accadendo sulla strada.

Anche una distrazione di un solo secondo può diventare un pericolo per noi, per i bambini e per gli altri utenti della strada.

L’attenzione funziona come un imbuto

La nostra attenzione funziona come un imbuto: riceviamo contemporaneamente molti stimoli, ma riusciamo a concentrarci bene soltanto su un compito alla volta.

Se spostiamo l’attenzione dalla strada al bambino, anche per pochi istanti, perdiamo parte della capacità di osservare ciò che accade intorno al veicolo. Per questo anche una distrazione molto breve può diventare pericolosa.

Prevenire prima di partire

Il primo consiglio è organizzarsi in anticipo.

In base all’età e alle preferenze del bambino, possiamo preparare un piccolo kit da viaggio con alcuni oggetti che possano intrattenerlo durante il tragitto, come:

  • libretti;

  • piccoli giochi;

  • oggetti adatti alla sua età.

Avere con sé qualcosa che il bambino conosce e apprezza può aiutarlo a occupare il tempo e ridurre i momenti di noia o tristezza durante il viaggio.

Mantenere una reazione calma e controllata

Quando il bambino inizia a piangere o a urlare, è importante controllare la propria reazione.

Movimenti bruschi, strattonamenti, sterzate improvvise o altre reazioni eccessive possono far perdere il controllo del veicolo e spaventare ulteriormente il bambino, peggiorando la situazione.

Per quanto possibile, bisogna mantenere un atteggiamento calmo e controllato. I bambini possono piangere ed è normale che accada.

Possiamo provare a rassicurarli con la voce e far capire loro che siamo presenti, continuando però a mantenere l’attenzione sulla strada.

Quando è meglio fermarsi?

Se il pianto continua, diventa particolarmente intenso oppure ci accorgiamo di non riuscire più a mantenere la necessaria concentrazione, la scelta più sicura è fermarsi.

Non bisogna però farlo in modo improvviso. È importante individuare con calma un luogo sicuro e poco esposto al traffico, come un parcheggio, l’area di un supermercato oppure uno spazio vicino a una zona verde.

Una volta fermati in sicurezza, possiamo dedicarci completamente al bambino, consolarlo e prenderci qualche minuto per aiutarlo a ritrovare la serenità.

A volte bastano pochi minuti di attenzione. Questa pausa può essere utile non soltanto per tranquillizzare il bambino e riprendere il viaggio in condizioni migliori, ma anche per rafforzare il rapporto tra genitore e figlio.

Abituare gradualmente i bambini ai viaggi in automobile

Per un adulto spostarsi in automobile può sembrare del tutto naturale. Per un bambino piccolo, invece, non è necessariamente un’esperienza semplice o scontata.

Il suggerimento è procedere un passo alla volta, iniziando con tragitti brevi e conosciuti, come quelli che si percorrono abitualmente per andare a scuola, al lavoro, da parenti o amici.

Può essere utile parlare anticipatamente con il bambino del viaggio e spiegargli che cosa farete una volta arrivati. Coinvolgerlo e renderlo partecipe può aiutarlo a vivere lo spostamento con maggiore tranquillità.

Anche quando sembrano distratti o disinteressati, i bambini ascoltano e immagazzinano molte delle informazioni che ricevono.

Con gradualità e pazienza, il viaggio in automobile può diventare un’esperienza più familiare e piacevole da vivere insieme.

Una situazione molto comune

Immaginiamo il classico tragitto mattutino nel traffico: casa, scuola e poi lavoro.

Il bambino, inizialmente tranquillo o assopito nel seggiolino, si sveglia e comincia a piangere, magari a causa di un brutto sogno. Il pianto non diminuisce e non abbiamo a disposizione qualcosa che riesca a distrarlo adeguatamente.

Nello stesso momento, però, non possiamo permetterci di distogliere l’attenzione dalla strada.

In questa situazione possiamo provare a rassicurarlo con la voce, facendogli capire che siamo presenti e che presto potremo fermarci per consolarlo.

Successivamente, possiamo raggiungere con calma un parcheggio o un’altra area sicura e dedicargli tutta la nostra attenzione. Per qualche minuto dimentichiamo l’orologio e il tempo che passa.

Quando il bambino avrà ritrovato la serenità e anche noi saremo nuovamente tranquilli, potremo ripartire e riportare tutta la nostra attenzione sulla strada, senza aggiungere altro stress alla situazione.

I consigli da ricordare

Possiamo riassumere l’intervento di Alessandro Lovison in quattro indicazioni fondamentali:

  1. Prepararsi prima del viaggio, organizzando ciò che potrebbe servire al bambino.

  2. Non distrarsi durante la guida, ricordando che l’attenzione riesce a concentrarsi pienamente soltanto su un compito alla volta.

  3. Fermarsi in sicurezza quando necessario, dedicando al bambino attenzione senza fretta e senza mettere in pericolo nessuno.

  4. Procedere gradualmente, aiutando il bambino a familiarizzare con l’automobile attraverso percorsi brevi e conosciuti.

Ogni bambino e ogni situazione sono differenti. Questi consigli devono quindi essere adattati all’età, alle necessità e alle reazioni del proprio figlio.

Non esiste una formula che funzioni sempre. Organizzazione, pazienza e calma possono però aiutare la famiglia a vivere gli spostamenti con maggiore serenità e sicurezza.

Sono fasi che richiedono tempo: procedere un passo alla volta può rendere progressivamente i viaggi in automobile un momento piacevole da condividere.

 

Dott. Alessandro Lovison

Psicologo cognitivo specializzato in psicologia del traffico e mobilità sostenibile 

Si occupa di formazione, sensibilizzazione e divulgazione scientifica nell’ambito della psicologia applicata ai trasporti e dell’educazione stradale.

Continua a seguire BimbiGrow – Consigli da professionisti per genitori per scoprire nuovi approfondimenti dedicati alla crescita, al benessere e alla quotidianità delle famiglie.

▶️ Preferisci guardare il video? Guarda la puntata completa su YouTube

Torna al blog